Combattenti Italiani

con questo post vorrei invitare a creare una raccolta di foto dei combattenti delle nostre forze armate nella seconda guerra mondiale, con una breve biografia di ogni foto, in modo tale da sapere a chi appartiene e oltre che poterlo ricordare, fare anche una raccolta valida per l’eventuale proposta di immagini profilo a gaijin, visto che ne scarseggiamo e anche quella del bp di questo mese è molto generica e non penso appartenga a un vero aviere ( o perlomeno nessuno di documentato che ho trovato ) invito chiunque volesse fare domande e/o dire qualcosa in merito ai combattenti qui presenti di farlo nel canale dedicato, in modo tale da lasciare questo libero per le sole generalità e le foto, grazie; Discussioni Sui Combattenti Italiani

apro la raccolta con la foto in tenuta da aviatore del:
Sottotenente Dilissano Traiano
della 362ª Squadriglia Caccia del del 22° gruppo, che l’11 luglio del 1943, al termine di una missione che lo vedeva come gregario del maggiore Vittorio Minguzzi con una formazione di quattro Re2005, sorvolando i cieli di Catania, scomparirà dalla vista dei suoi compagni, tutt’ora non si sa il motivo che ha portato alla sua scomparsa.
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Aviere Scelto Pietro Bonannini

Mitragliere della 107^ Squadriglia, durante le sue missioni a bordo di un idrovolante RS.14, ha abbattuto un totale di 10 aerei nemici di cui 3 in una sola sortita che gli valse la Medaglia d’Oro al V.M. con questa dicitura:
“In una particolare azione di esplorazione, assalito da tre caccia nemici dopo averne abbattuto uno, resasi inefficiente l’arma principale di bordo, con estrema abilità e sangue freddo, smontava un’altra arma posta nel settore secondario e riportandosi nella torretta centrale azionando in condizioni difficilissime colpiva ripetutamente e metteva in fuga i rimanenti assalitori. Durante un’azione con bimotore di nuova dotazione, benché ferito alla mano destra, aggrappato alla sua arma, sventava i rabbiosi attacchi di due caccia nemici abbattendoli entrambi in fiamme. Magnifica tempra di soldato e fulgido esempio di eroismo che illumina di vivida luce le più alte vette dell’ardimento dell’Arma e della sua Specialità”

Pietro Bonannini fu insignito, nel corso della guerra, di 3 Medaglie d’Argento, 1 Medaglia d’Oro e 1 Croce di Guerra.
Unico mitragliere Asso di tutta l’Asse (scusate il gioco di parole).

(Link al suggerimento per aggiungerlo come icona profilo)

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Capitano Mario Visintini

“Il Cacciatore Scientifico”

Decorato con la medaglia d’oro al valor militare fu, in ordine di tempo, il primo degli assi dell’aviazione della regia aeronautica, e il pilota con in assoluto il maggior numero di abbattimenti in Africa Orientale tra tutte le forze belligeranti, nonché l’asso di biplani da caccia con il maggior numero di abbattimenti della seconda guerra mondiale durante la quale ottenne sedici vittorie aeree confermate e cinque probabili, sotto le insegne della Regia Aeronautica, che si assommano alla vittoria aerea ottenuta durante la guerra civile in Spagna, con l’Aviazione Legionaria.

A causa della perdita dei registri della 412ª Squadriglia basata a Massaua, alla quale apparteneva, ricostruire le sue sedici vittorie non è facile. Nel corso di cinquanta combattimenti aerei, abbatté almeno cinque Blenheim britannici, un numero anche maggiore di Wellesley e quasi certamente tre Gladiator, A questi numeri si devono aggiungere quelli relativi agli aerei distrutti al suolo durante i mitragliamenti degli aeroporti di Gadaref e Agordat, che - secondo fonti britanniche - costarono alla RAF e alla SAAF (per l’esattezza trentadue aerei incendiati da solo e in cooperazione).

Tutte le sue vittorie furono conseguite ai comandi del biplano Fiat C.R.42.

Visintini fu il primo pilota italiano da caccia della seconda guerra mondiale a ottenere notorietà come asso. Le sue imprese in Africa Orientale infatti vennero ampiamente pubblicizzate in Italia, dove gli venne dedicato anche il volume Il pilota solitario del libro Eroi e avventure della nostra guerra, pubblicato nel 1942. Per la sua meticolosità e abilità venne soprannominato il “cacciatore scientifico”.

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p.s. https://www.associazione4stormo.it/archivio-visentini-mario/ al seguente link trovate diverse foto del Capitano Visintini da solo o in compagna della sua fedele cagnolina Chica e del suo cr 42

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Maggiore Giulio Reiner
(Como, 1914 – Como, 6 settembre 2002) fu uno dei più significativi piloti italiani della Seconda guerra mondiale. Comasco legatissimo al volo fin da giovanissimo, arrivò perfino a impegnare i propri effetti personali pur di continuare a volare.

Entrato nella Regia Aeronautica, si distinse come combattente e soprattutto come pilota sperimentale: celebre il suo lavoro sul Reggiane Re.2000 catapultabile e il volo in cui superò i 1000 km/h in picchiata con il Macchi C.202.

Conclude la guerra con 10 vittorie individuali, 8 probabili, 3 aerei distrutti al suolo e circa 57 vittorie condivise. Decorato con la Medaglia d’Argento al Valor Militare, nel dopoguerra fu una figura importante per l’Aero Club di Como, continuando a sostenere e promuovere l’attività aeronautica nella sua città.
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Comandante Di Corvetta Salvatore Bruno Todaro Medaglia D’oro al valor militare

con i recenti leak, abbiamo visto che a breve usciranno (si spera entro l’anno corrente) i sottomarini, ne approfitto quindi per aggiungere l’immagine di uno dei nostri ufficiali più importanti della regia marina.

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viene ricordato oltre che per i suoi meriti in combattimento, per la vicenda che l’ha reso famoso (dal quale è stato anche tratto un film che consiglio a chi non l’ha visto: “Comandante (2023)” ):

Nella notte del 16 ottobre 1940, nel corso di una missione a 700 miglia al largo dell’isola di Madera ed a 1000 dalle coste africane, Todaro avvistò il piroscafo belga Kabalo (5.186 tonnellate) e, dopo aver lanciato senza successo tre siluri, rispondendo al fuoco nemico, lo affondò utilizzando il cannone di bordo.
Dopo aver effettuato l’affondamento, Todaro accostò per finire il Kabalo; avvistati ventisei naufraghi della nave belga, li fece raccogliere e li rimorchiò su di una zattera per quattro giorni.
Quando la zattera spezzò il cavo di rimorchio, Todaro non esitò ad ospitare i naufraghi nel sommergibile fino a sbarcarli, incolumi, sulla costa delle isole Azorre.

** Le cronache riportano che, dopo lo sbarco dei naufraghi, Todaro si sentì chiedere dal comandante del Kabalo, capitano Georges Vogels: «Ma lei, visto che tratta così un nemico, che razza di uomo è? Vede, se quando ci ha attaccati di sorpresa non avessi dormito nella mia cabina, le avrei sparato addosso con il cannone, scusi la mia franchezza.» Al che Salvatore Todaro rispose: «Sono un uomo di mare come lei. Sono convinto che al mio posto lei avrebbe fatto come me.» L’ufficiale italiano portò la mano alla visiera in segno di saluto e fece per andarsene, ma, vedendo il secondo ufficiale guardarlo, si fermò e gli chiese: «Ha dimenticato qualcosa?», «Sì» – gli rispose l’altro con le lacrime agli occhi – «Ho dimenticato di dirle che ho quattro bambini: se non vuole dirmi il suo nome per mia soddisfazione personale, accetti di dirmelo perché i miei bambini la possano ricordare nelle loro preghiere.» Todaro risponde di chiamarsi Salvatore Bruno**

Tale generoso comportamento non venne apprezzato dal comandante in capo dei sommergibilisti tedeschi, l’ammiraglio Karl Dönitz, che lo criticò severamente. «Neppure il buon samaritano della parabola evangelica avrebbe fatto una cosa del genere», sbottò l’Ammiraglio tedesco Dönitz, che pure lo ammirava. «Signori, – disse rivolgendosi ai colleghi italiani – io vi prego di voler ricordare ai vostri Ufficiali che questa è una guerra e non una crociata missionaria. Il signor Todaro è un bravo Comandante, ma non può fare il Don Chisciotte del mare.»

Todaro rispose alle critiche mosse con una frase lapidaria, riportata da molte fonti e mai smentita, rimasta celebre, da allora in poi, nella storia della Marina Militare Italiana: «Gli altri non hanno, come me, duemila anni di civiltà sulle spalle .» Secondo alcune fonti, Dönitz ebbe una conversazione privata con Todaro in cui gli disse: «Sono sempre in disaccordo con voi, ma vorrei tanto poter dare degli ordini perché tutti fossero in grado di comportarsi come voi.»

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